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Beatrice Bianchini
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KEEPER. ( '95)

beatrice bianchini
Pubblicato da in 2015 ·
di Guillame Senez
con Kacey Mottet Klein, Galatea Bellucci, Cedric Vieira, Vincent Sornaga,
Dominique Baeyens, Beatrice Didier

Maxime e Melanie hanno 15 anni e si baciano continuamente. Lei gli rivela un suo disgusto sessuale e lui la rimprovera di non averglielo detto prima. Si amano come due adolescenti, follemente, e la loro spontaneità li fa scontrare presto con la realtà della gravidanza. Melanie è incinta e Maxime, che inizialmente sembra turbato, la induce a portare avanti il sopraggiunto progetto di nuova vita. I loro sogni sembrano infrangibili alla realtà fino a quando i genitori verranno informati della situazione. La madre di Melanie, giovanissima e con un trascorso biografico troppo simile a quello della figlia prenderà una decisione molto forte per indurla a riflettere, mentre la famiglia di Maxime, sarà più complice delle loro decisioni. La gravidanza avanza e il giovane quindicenne cerca di dare una struttura al suo futuro partecipando alla selezione per una importante squadra di calcio nel ruolo di portiere. L'ultima ecografia rivela il sesso del nascituro mentre qualche importante turbamento impegna di nuovo il raggio decisionale di Melanie. D'altronde la scelta è solo sua e il padre non può cambiare la sorte che lo vede, nonostante la sua dedizione e la sua cura, custode di responsabilità pregresse.
Un film immenso tratta in modo estremamente incisivo un tema già conosciuto al grande pubblico.
La scelta può essere spontanea laddove i cambiamenti sociali e culturali consigliano altro? Si può pretendere una riflessione adulta in due adolescenti che mancano di qualunque esperienza di vita?
Fino a che punto si può o si deve intervenire per il bene dei propri figli?
E' corretto metterli davanti alle loro scelte senza indugiare con un amore troppo protettivo?
La responsabilità di mettere al mondo un figlio è sempre molto invadente, soprattutto laddove la maggiore età è ancora lontana da venire con i rischi e i cambiamenti che la crescita di quegli anni comporta.
Opera prima di Senez, il film è un ritratto forte, a tratti violento di una età alla ricerca di una dimensione. Sorprendente, realistico, incisivo, il tema trattato si addentra in tutte le complesse crudeltà che l'adolescenza comporta.
Tra fragilità, incoscienza, a-percezione del rischio, bisogno d'amore e di riconoscimento, viene ritratta un'età difficile, caotica, impetuosa, assurda, magicamente folle.
Tutto e' perfetto, le interpretazioni, i dialoghi, i sogni, il realismo, la visione.
Nessun banale sentimentalismo corona la radicalità dello smarrimento; niente è superfluo anzi tutto è implacabilmente necessario.
Senza voler emettere un giudizio etico, tutto è giusto in questo film e al posto giusto.
L'autenticità e' la vera protagonista, leggera e incomprensibile, banale e sfuggente, indifesa e violenta come solo l'adolescenza sa essere. Del materno è la scelta della paternità la conseguenza della prima...
Un film del quale è difficile smettere di parlare, che occorre vedere, perché racconta senza esitazione la passione, la scoperta della sessualità, spesso anticipata, che svela la ricerca di un assoluto da dominare, confondendosi con esso. Racconta gli stati d'animo, di intimità , di dolore intriso di voglia di giocare; dell'imprudenza vitale di chi non può fermarsi, almeno a quell'età.
Una sorpresa artistica che non esiterà a far parlare di sé, iniziando, in Italia, dalla meritatissima vittoria al 33° Torino Film Festival 2015




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Ideato e realizzato da Sandro Alongi
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